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  Sunday 4 November 2007 19:50:24  
From:
Alessandro Rizzo   Alessandro Rizzo
 
Subject:

NO AGLI INCENERITORI IN ZONA SUD

 
To:
l'Unione di Milano   l'Unione di Milano
 
PETIZIONE
QUATTRO BUONE RAGIONI PER DIRE
NO AGLI INCENERITORI IN ZONA SUD
al Sindaco di Milano: Letizia Moratti,
all’Assessore Provinciale all’Ambiente: Bruna Brembilla
all’Assessore Regionale all’Ambiente: Lionello M. Pagnoncelli
Noi sottoscritti, appresa la notizia che il Comune di Milano vuole costruire nella zona Sud della città ben due inceneritori per lo smaltimento dei rifiuti, diciamo no a tali progetti, per i seguenti motivi:
· Il rischio sanitario. E’ significativa la presa di posizione della FIMMG (Federazione Italiana Medici di Medicina Generale, maggio 2006): “Gli inceneritori di ultima generazione con le loro alte temperature nei forni contribuiscono grandemente all’immissione nell’ambiente di polveri finissime che costituiscono un rischio sanitario”. Infatti producono nanopolveri che “sfuggendo ai filtri dell’inceneritore, non vengono nemmeno rilevate dagli attuali sistemi di monitoraggio delle emissioni degli inceneritori e non sono previste dai limiti di legge cui gli impianti devono sottostare. A fronte di emissioni cancerogene identificate da tempo, gli inceneritori emettono centinaia di sostanze di cui è sconosciuto l’impatto sulla salute umana. La combustione trasforma anche i rifiuti innocui, come imballaggi e scarti di cibo, in composti tossici e pericolosi”.
· La difesa dell’ambiente. Gli sconvolgimenti climatici e il surriscaldamento del pianeta sono un segnale forte per indurci a cambiare le nostre abitudini: ridurre le combustioni e impegnarci al massimo per il recupero delle materie prime. Recupero, riciclaggio, riuso, risparmio: se solo si raccogliesse separatamente la frazione umida dei rifiuti (che corrisponde al 30/35% del totale) non sarebbe necessario costruire inceneritori. Da anni AMSA afferma che il compost prodotto dall’umido di Milano è di cattiva qualità per la forte presenza di conservanti nei cibi; recentemente esperti del settore hanno smantellato questa argomentazione, attestando che con opportuni enzimi l’umido può trasformarsi in ottimo compost ed humus, riutilizzabili in agricoltura.
· La diminuita convenienza economica. I contributi statali per la realizzazione e la gestione degli inceneritori, compresi quelli dei “certificati verdi” (che non considerano più assimilabili alle fonti rinnovabili tutti i rifiuti da inceneritore) sono stati ridotti del 50%: questo fatto diminuisce drasticamente la convenienza economica di tali realizzazioni, rendendole molto più costose.
· La sottrazione delle risorse. La realizzazione di queste opere sottrae ingenti risorse economiche e territoriali alla cittadinanza: un nuovo inceneritore costerebbe 250 milioni di euro e sottrarrebbe al verde 20 ettari di Parco Sud.
Per tutti questi motivi chiediamo alle Autorità in indirizzo di modificare le loro decisioni, promuovendo la raccolta differenziata dei rifiuti e avviando un virtuoso processo di responsabilizzazione di imprese e cittadini, teso al raggiungimento di nuovi stili di vita, maggiormente compatibili con i cambiamenti ambientali e climatici che tutti stiamo vivendo.
Milano, ottobre 2007


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