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  Thursday 14 October 2010 00:13:13  
From:
Elena Miglietta   Elena Miglietta
 
Subject:

marted́ in consiglio comunale

 
To:
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Citta' della Scuola   Citta' della Scuola
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Oggetto: Art. 21 Consigliere Quartieri seduta CC 11 ottobre 2010.

 Diritto al sostegno scolastico per i bimbi portatori di handicapne.

 

Si  trasmette,  per  opportuna conoscenza e per quanto di competenza, copia

 

del   resoconto   integrale  dell’intervento,  sull’argomento  in  oggetto,

 

effettuato  dal consigliere Quartieri nella seduta dell’11 ottobre u.s., ai

 

sensi  dell’art.  21  del Regolamento di organizzazione e funzionamento del

 

Consiglio comunale.

 

 

 

INTERVENTO AI SENSI DELL’ART. 21

SEDUTA DEL CONSIGLIO COMUNALE DELL’11 OTTOBRE 2010

Presiede Manfredi Palmeri - Presidente del Consiglio

Partecipa il Segretario Generale Giuseppe Mele

omissis

Il Presidente Palmeri dà la parola al consigliere Quartieri.

Il consigliere Quartieri così interviene:

“Riprendo in parte l’argomento trattato dal consigliere Gentili però affrontandolo da un altro punto di vista. La condizione nei nidi e delle scuole materne che, grazie a questi appalti va, di fatto, a penalizzare le persone che ci lavorano e quindi le dipendenti delle cooperative chiedendo loro molto di più, rispetto a quello che poi hanno come compenso, come garanzia di lavoro, incide però – e questo è l’altro aspetto che volevo sottolineare – molto sulla qualità del rapporto con i bambini; in particolare, anche oggi, è arrivata (credo, a tutti i Consiglieri che fanno parte della Commissione Educazione) una lettera di una mamma che lamenta come, per il proprio bambino portatore di disabilità iscritto alla scuola materna, siano state tagliate ore di sostegno al punto di costringere questa mamma a portare a casa il proprio bambino un’ora prima.

Premesso che questo bambino è affetto di una disabilità grave, premesso il fatto che la mamma può portarlo a casa un’ora prima, premesso tutto, io mi chiedo perché oggi, nel Comune di Milano, si stia qui ancora a parlare di un diritto sacrosanto, come quello dell’istruzione e della frequenza ad una scuola materna, che non viene garantito per primo proprio a chi invece dovrebbe averlo garantito e non si tratta – insisto - di numeri, di quanti bambini, a quanti bambini, viene tolto questo diritto, perché, se fosse nostro figlio, noi non ragioneremmo così. Allora trovo veramente sbagliato questo modo di approcciare il problema, adesso si dice che forse verranno stanziati ulteriori fondi dal Comune di Milano, rispetto a questo. Vedremo, ben vengano, ma è veramente una vergogna e un’umiliazione per tutti questi genitori che hanno dovuto mendicare, a voce alta, che il Comune di Milano riconoscesse loro quello che è un diritto.

Ecco, questa è una fotografia e uno spaccato di quello che accade nelle scuole milanesi, nelle scuole dell’infanzia, nei nidi, quando si fa la scelta di privilegiare un concetto di razionalizzazione che privilegia il risparmio economico a quello che, io dico, è il diritto ad un intervento, neanche tanto la qualità. Qui siamo di fronte a riconoscere un diritto di intervento. 

Questi bambini hanno diritto ad andare a scuola, questi bambini hanno diritto ad avere una copertura di sostegno necessaria per le ore richieste, perché poi tutto questo va a ricadere – e continuo ad insistere – sul clima di tutta la classe, per cui questi bambini vengono discriminati due volte perché l’insegnante di classe si trova sola con tutta la scolaresca e questo bambino e la sua famiglia si sentono quasi “causa”, magari, che il programma, l’apprendimento, non seguono i ritmi normali. Si fa presto a mormorare e a diffondere queste, che sono forme di ingiustizia gravissima. Un Comune dovrebbe farsi responsabile e farsi parte attiva, per primo, affinché questo non avvenga. 

Quindi mi auguro che, se davvero c’è intenzione di stanziare questi fondi, questi fondi vengano erogati al più presto  e non sempre con quella strana logica sotterranea che dice: “Mah, forse, chiedono più ore del necessario, qui insomma si lavora poco e vogliono magari aumentare la richiesta perché tanto sappiamo che ne danno poche”. Ecco, io credo che questo sia un modo di ragionare che veramente umilia il Comune di Milano. 

Perché non  vi mettete dalla parte di queste famiglie che sono già in solitudine, che si devono portare comunque una fatica per tutta la vita e non trovano nell’Amministrazione, nel loro Comune, una risposta che semplicemente è una risposta di diritto? Grazie”.

omissis

 


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