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Manifesto

"Colui che viene abbattuto da un avversario può sempre rialzarsi; colui che si fa abbattere dal conformismo non si rialzerà più."
Quegli oracoli che vanno ripetendo che la scuola è sempre in ritardo rispetto alla "scienza" e alla "cultura", che non può tenere il passo con la società che cambia, che è condannata a svolgere una funzione gregaria e marginale, rappresentano per noi la quintessenza del conformismo, non sono capaci di affrontare i problemi esistenti né di risolverli.

1. La scuola ha sicuramente bisogno:
freccia di sviluppare una sempre maggiore capacità di dialogo e confronto al proprio interno, con la società civile;
freccia di confrontarsi con le istituzioni nel loro complesso, con la cultura ufficiale e con quella diffusa.
Solo in questa prospettiva possono venire alla luce la qualità delle competenze e la ricchezza delle esperienze di cui la scuola è fucina e laboratorio.

2. La scuola è condannata a essere un contenitore sterile di buone intenzioni se non è assicurata:
freccia una reale e libera circolazione delle esperienze;
freccia una politica di valorizzazione delle sue risorse.
Non vogliamo che la scuola sia solo considerata come acceleratore di bisogni funzionali a un consumo imposto dal mercato.

3. Spesso lo sviluppo delle competenze legate alle Tecnologie dell'Infomazione e della Comunicazione è avvenuto nelle scuole per iniziative individuali di docenti e operatori scolastici che hanno investito sulla propria autoformazione. Sono comunque cresciute attenzione, sensibilità e competenze, supportate parzialmente da azioni isituzionali, non sufficientemente direzionate verso l’innovazione e della ricerca didattica.
Occorre operare perché tutte le esperienze agite nella scuola emergano e contribuiscano alla crescita e alla socializzazione dei centri di produzione, divulgazione e sperimentazione di nuove proposte e strategie didattiche.

4. Nella scuola è in atto un processo di rinnovamento.
E’ necessario, però, superare la logica legata all’utilizzo dei mezzi informatici e multimediali solo come un "nuovo" strumento per trasmettere contenuti. Occorre potenziare la costruzione di percorsi formativi che, partendo dai grandi saperi e discipline, sappiano rivelare modalità e funzioni nuove dell’apprendimento.

5. Vogliamo allora una scuola capace di sfuggire alla tentazione:
freccia di settorializzare un nuovo sapere;
freccia di cristallizzare artificiosamente nuove professionalità.
La scuola deve contribuire, come nient’altro potrebbe, ad assicurare a bambini, ragazzi, giovani e adulti quei nuovi alfabeti, quei linguaggi sui quali oggi si va anche connotando il diritto di cittadinanza globale.

6. La telematica ha una potenzialità paragonabile soltanto all’invenzione dei caratteri mobili di stampa.
La coscienza di questa "rivoluzione" non è realmente diffusa e la scuola deve essere "protagonista" di questi cambiamenti.

7. Occorre rispondere soprattutto alle esigenze didattiche e educative di alunni e insegnanti, consentendo così ai veri protagonisti della scuola l’opportunità di allargare i propri orizzonti comunicativi.
La scuola deve assumere un ruolo strategico per la costruzione di ambienti liberi e aperti, capaci di rendere effettivo tale diritto.

8. Molti ostacoli si frappongono a una gestione intelligente e democratica dell’innovazione nella scuola:
freccia la resistenza "culturale", ancora presente, che rifiuta a priori ogni confronto;
freccia la disparità dei mezzi e la presenza di ampie zone di arretratezza tecnologica.
Tutto ciò contrasta con la velocità dei processi di trasformazione in atto che internazionalmente investono l’insieme delle forze sociali e produttive.

9. La scuola deve rispondere ai processi di cambiamento: il diritto allo studio, alla formazione e all'aggiornamento deve realizzarsi a condizioni almeno pari a quelle che si offrono alle imprese che operano per il profitto aziendale.
A tutte le scuole devono essere garantite strumentazioni adeguate, formazione istituzionale e autogestita e una miglior politica per abbattere i costi e gli acquisti.

10. Il COordinamento Docenti INFormati(ci) è nato per dare voce e forza a questi principi. Esterno alle logiche di mercato intende operare per favorire la diffusione di una cultura Open Source e la crescita di esperienze originali nelle scuole, garantendone la circolazione, per contribuire con tutti coloro che lavorano ad allargare gli orizzonti della comunicazione sociale.