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  Monday 23 April 2018 21:16:18  
From:
Paolo Romeo   Paolo Romeo
 
Subject:

Copy: Ls schiavitý Ť fra di noi

 
To:
Geopolitica   Geopolitica
 
Cc:
Altra Economia   Altra Economia
 
"La schiavitù è fra noi, l'Italia al primo posto in Europa"
Intervista con Kevin Bales, massimo studioso internazionale del fenomeno
"ttp://lanazione.quotidiano.net/chan/sos_mondo:1569333:/2002/01/15:

 
 
FERMO (Ascoli Piceno), 4 DICEMBRE - «La gente pensa che la schiavitù sia finita. Invece non è mai stata così diffusa come oggi. Stime prudenti parlano di 27 milioni di schiavi in tutto il mondo, almeno 200 mila in Europa dove l'Italia è sicuramente al primo posto». Kevin Bales lavora al Roehampton Institute dell'Università del Surrey, in Inghilterra, ed è considerato uno dei maggiori esperti mondiali sulla schiavitù contemporanea. E' intervenuto a un seminario sul giornalismo sociale alla Comunità di Capodarco. Militante di Antislavery International, Bales ha collaborato alla realizzazione di un video di 90 minuti che documenta le spaventose condizioni di vita degli schiavi in Brasile, India, Pakistan e Mauritania.

Cosa intende, professor Bales, per nuova schiavitù?
«L'elemento base è la violenza per ottenere obbedienza. Altro fattore comune: lo schiavo perde il controllo della propria vita. Tra i vari modelli di schiavitù, in Europa predomina quello contrattualizzato».

Come funziona?
«Si offrono contratti di occupazione, ma quando il lavoratore arriva nel laboratorio o nella fabbrica scopre di essere schiavo. Il contratto in questo caso è un'esca, fornisce un velo di legittimità. Anche per questo è più difficile studiare questa piaga».

Vuole dire che non si sa quante persone vivano in queste condizioni?
«Soltanto da pochi anni si analizza il problema in profondità. Le valutazioni indicano in 200 mila gli schiavi in Europa, la sola Parigi potrebbe ospitarne 5 mila. Un recente rapporto della Cia parla di 50 mila persone ridotte in queste condizioni che ogni anno entrano negli Stati Uniti».

Qual è la situazione in Italia?
«L'Italia è al primo posto in Europa. E' al centro di questo commercio, perchè la schiavitù moderna è strettamente collegata con l'immigrazione clandestina. Il 7 aprile scorso si è conclusa proprio in Italia la più grande operazione contro la schiavitù moderna: sono stati scoperti 28 laboratori e arrestati 200 malviventi. Alcuni erano italiani, ma soprattutto cinesi, russi e di altre nazionalità. In Inghilterra le frontiere sono molto controllate, in Italia le porte sono più aperte».

Cosa sono costrette a fare queste persone?
«Le donne spesso devono prostituirsi. Poi c'è l'occupazione in attività produttive. L'industria dell'abbigliamento in Europa ha un volume di affari di 80 miliardi di dollari. Una percentuale sempre maggiore è alimentata da persone che lavorano in condizioni di schiavo».

Quali azioni si possono compiere per combattere questo traffico?
«Nei Paesi poveri, dove vive la stragrande maggioranza dei 27 milioni di servi, il primo passo è l'educazione. Chi possiede almeno un'istruzione di base difficilmente viene assoggettato. L'altro grande problema è la corruzione dei governi, che è una delle cause della schiavitù moderne, assieme all'esplosione demografica e alle trasformazioni economiche in atto».

E in Europa?
«Sono già partite alcune campagne informative in Ucraina, in Georgia e in altri Paesi dell'Est. Spot, video e manifesti mostrano una persona che avvicina le ragazze promettendo loro un impiego da cameriera e facili guadagni in Occidente. Una voce fuori campo suggerisce di non ascoltarlo: seguono le testimonianze agghiaccianti di ragazze forzate alla prostituzione. Ma questo non basta ancora».

Cos'altro serve?
«Occorrono leggi simili a quelle degli Usa, dove si accorda protezione legale alle vittime dei traffici umani. In Italia quando si trova una persona in stato di schiavitù, in genere viene rimpatriata. Così non esiste più il testimone contro il criminale: si fa confusione tra immigrazione clandestina e schiavitù. Infine si avverte l'esigenza di un forte movimento internazionale, che oggi ancora non c'è. Cent'anni fa fu sconfitta la schiavitù legale, oggi occorre debellare la schiavitù illegale».

di Fabio Gavelli
 


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