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Sentenze

 
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Sentenze
 
In questa rubrica vengono fornite informazioni sulle principali sentenze della Cassazione in materia di Salute e Sicurezza sul lavoro, suddivise per responsabilità delle diverse figure professionali.
Datore di Lavoro













































































Responsabile Servizio  Prevenzione Protezione



















Preposto






Lavoratore
ASSEGNAZIONE MANSIONI INIDONEE
E’ responsabile il datore di lavoro che assegni mansioni inidonee al lavoratore per non aver tenuto conto del medico competente.
(
Cas.Civ. Sez. Lav. -  Sent. N. 27845 del 30 dicembre 2009)

SEGNALAZIONE AL  SPP E AL RSPP
Il datore di lavoro è responsabile nel caso di omessa segnalazione al SPP e al RSPP di:
·       natura dei rischi;
·       organizzazione del lavoro e programmazione;
·       descrizione degli impianti e dei processi produttivi;
·       provvedimenti degli organi di vigilanza.
(Cas. Pen. Sez. IV – Sent. N. 4917 del 4 febbraio 2010)

INSUFFICIENTE VALUTAZIONE DEI RISCHI
In una mancata o insufficiente valutazione dei rischi fatta dal datore di lavoro, si profila una precisa condotta omissiva da parte dello stesso per cui in caso di infortuni che risultino associabili all’ assenza o carenza di tale valutazione si individua nel comportamento del datore di lavoro stesso una specifica colpa per quanto accaduto.
( Cas. Pen. Sez. IV – Sent. N. 21204 del31 maggio 2012 )

LA VIGILANZA DEI LAVORATORI E LA DELEGA DI FUNZIONI
“ La delega eventualmente conferita dal ddl, in tema di attuazione e controllo del rispetto d parte dei dipendenti della normativa antinfortunistica, richiede una in equivoca e certa manifestazione di volontà anche dal punto di vista del contenuto con riferimento al delegato, persona esperta e competente, di poteri di organizzazione, gestione e controllo adeguati agli incombenti attribuiti, nonché autonomia di spesa necessaria allo svolgimento delle funzioni delegate.”
( Cas. Pen. Sez. IV – Sent. N. 40894 del 18 ottobre 2012 )

MANCANZA DI REQUISITI DI SICUREZZA DI UNA MACCHINA CON MARCATURA DI CONFORMITA’ CE
“ Il datore di lavoro, quale responsabile della sicurezza dell’ ambiente di lavoro, è tenuto ad accertare la corrispondenza dei requisiti di legge dei macchinari utilizzati e risponde dell’ infortunio occorso ad un dipendente a causa della mancanza di tali requisiti, senza che la presenza sul macchinario della marchiatura di conformita CE o l’ affidamento riposto nella notorietà e nella competenza tecnica del costruttore valgano ad esonerarlo dalla sua responsabilità.”
(Cas. Pen. Sez. IV – Sent. N. 11445 del 11 marzo 2013 )

VIGILANZA
“…Il datore di lavoro, indipendentemente dalla sua presenza sul luogo di lavoro, ha il dovere di accertarsi del rispetto dei presidi antinfortunistici e del fatto che il lavoratore possa prestare la propria opera in condizioni di sicurezza, vigilando altresì che le condizioni di sicurezza siano mantenute per tutto il tempo in cui è prestata l’ opera……..”
( Cas. Pen. Sez.IV – Sent. N. 23505 del 11 giugno 2008 )

La vigilanza da parte del datore di lavoro dovrà essere attuata mediante l’adozione di idonee misure organizzative e procedurali (richiesta di report, verifica delle procedure adottate, predisposizione di strumenti che facciano emergere prassi disapplicate, ecc.).
(Cas. Pen. Sez. IV – Sent. N. 5013 del 10 febbraio 2011)

OBBLIGO DELLA SICUREZZA “ IN SE’ “ DEL LUOGO DI LAVORO
“ Le norme antinfortunistiche non sono dettate solo per la tutela dei lavoratori, ma sono dettate finanche a tutela dei terzi, cioè di tutti coloro che, per una qualsiasi legittima ragione, accedono là dove vi sono macchine che, se non munite dei presidi antinfortunistici voluti dalla legge, possono essere causa di eventi dannosi.”
( Cas. Pen. Sez. IV - Sent. N. 37079 del 30 settembre 2008 )

INIDONEITA’ DEI DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE
“….. mettere  a disposizione del dipendente un mezzo di protezione individuale inadeguato ( di guisa da essere inutilizzabile allo scopo ) equivale, nella sostanza, a non fornirne alcuno con il conseguente inadempimento agli specifici obblighi imposti al datore di lavoro. “
( Cas. Pen. Sez. IV -  Sent. N. 28665 del17 luglio 2012 )

OBBLIGO DI FORMAZIONE SUI RISCHI SPECIFICI
L‘ esperienza pratica del lavoratore o la conoscenza del pericolo da parte dell’ infortunato non esonera il datore di lavoro dall’ effettuazione di una valutazione dei rischi, dall’ apporre l’ opportuna segnaletica, dal procedere ad applicare le norme antinfortunistiche e di provvedere ad una adeguata informazione e formazione sui rischi specifici.
( Cas. Pen. Sez. IV – Sent. N. 33398 del 12 agosto 2008 )

NEGLIGENZA DELL’ INFORTUNATO
In tema d’ infortuni, l’ addebito formulabile a carico del datore di lavoro  non è escluso dai comportamenti negligenti, trascurati, imperiti del lavoratore, che abbiano contribuito alla verificazione di un infortunio, giacchè il datore di lavoroè “ garante “ anche della correttezza dell’ agire del lavoratore ed allo stesso è anche imposto di esiger da questi il rispetto delle regole di cautela. L’ unica eccezione a tale regola si ha in presenza di una condotta assolutamente eccezionale ed imprevedibile del lavoratore, e come tale inevitabile, addebitabile materialmente e giuridicamente al lavoratore stesso e ad un suo comportamento “ abnorme “ e come tale non suscettibile di controllo da parte delle persone preposte all’ applicazione delle misure di prevenzione contro gli infortuni sul lavoro.
( Cas. Pen. Sez. IV – Sent. N. 27729 del14 luglio 2011 )

RESPONSABILITA’ DEL DATORE DI LAVORO PUR IN PRESENZA DI UN RSPP
La responsabilità penale ‘ diretta ‘ del datore di lavoro ( e soggetti assimilati: dirigente, preposti ) per l’ inosservanza delle norme dettate in materia di prevenzione degli infortuni sul lavoro non è esclusa per il solo fatto che sia stato designato il RSPP in quanto tale designazione non equivale a ‘ delega di funzioni ‘ utile ai fini dell’ esenzione del datore di lavoro da responsabilità per la violazione della normativa antinfortunistica.
( Cas. Pen. Sez.IV – Sent. N.6400 16 febbraio 2012 )



OMESSA VALUTAZIONE DEI RISCHI

"La colpa degli imputati nella "tragica vicenda" del Darwin è "da ricercare e risiede nella violazione della regola fondamentale di standard di diligenza, qui imposta loro ex lege, e positivamente normativizzata, nei termini sopra indicati dell'azzeramento dei rischi, o quantomeno della massima diminuzione tecnologicamente fattibile, a cui sarebbero succedute le successive artivazioni, onde come già detto in precedenza, avvicinare il mezzo allo scopo quali garanti della sicurezza  dell'edificio".
(Corte d'appello Sentenza, Sez. III, 28/10/2013, n. 3541)


REATI COLPOSI DI EVENTO
Il RSPP, in caso di infortunio sul lavoro o tecnopatie accadute ai lavoratori, può essere chiamato a rispondere in concorso con il datore di lavoro, se non in via esclusiva per colpa professionale, se si accerti che ha agito con imperizia, negligenza, imprudenza o inosservanza di leggi e discipline oppure abbia dato un suggerimento sbagliato o abbia trascurato di segnalare una situazione di rischio, inducendo, così, il datore di lavoro ad omettere l’ adozione di una doverosa misura prevenzionale.
( Cas. Pen. Sez. IV – Sent. N.11492 del 11 marzo 2013 )

INCIDENTE A SEGUITO DI UN ORDINE IMPARTITO
In tema di prevenzione degli infortuni sul lavoro, chiunque, in qualsiasi modo, assuma una posizione di preminenza rispetto ad altri lavoratori, così da poter impartire loro ordini, istruzioni o direttive sul lavoro da eseguire, deve essere tenuto automaticamente ad attuare le prescritte misure di sicurezza e a disporre e ad esigere che siano rispettate, ai sensi delle disposizioni di legge in materia di salute e sicurezza sul lavoro, anche se vi sono altri soggetti contemporaneamente con lo stesso obbligo per un diverso e autonomo titolo.
( Cas. Pen. Sez. IV – Sent. N.4958 del 31 gennaio 2013 )

OMESSA SEGNALAZIONE
Il RSPP può essere chiamato a rispondere degli eventi dannosi quando essi siano riconducibili anche alla omessa segnalazione delle situazioni delle quali era aconoscenza o che avrebbe dovuto conoscere.
( Cas. Pen. Sez. IV – Seny. N. 11582 del 25 marzo 2010 )


INFORTUNIO DEL LAVORATORE
Dirigere i lavoratori ed impartire loro delle istruzioni sulle lavorazioni da farsi e sulle attrezzature da utilizzare, comporta per il preposto una assunzione da parte dello stesso di una posizione, nei confronti dei lavoratori stessi, di garanzia in materia di salute e sicurezza. Pertanto, in caso di infortunio, può essere ritenuto responsabile.
( Cas. Pen. Sez. IV – Sent. N. 9491 del 27 febbraio 2013 )


COMPORTAMENTO IMPREVEDIBILE E ABNORME
In caso di infortunio ad un lavoratore, la responsabilità è attribuibile esclusivamente al lavoratore stesso qualora la sua condotta presenti caratteri di abnormità, inopinabilità ed esorbitanza, necessariamente riferiti al processo lavorativo ‘ tipico ‘ e alle direttive ricevute.
( Cas. Civ. Sez. Lavoro – Sent. N. 9661 del 13 giugno 2012 )

DOVERE DI “ FEDELTA’ “
“ Non costituisce giusta causa o giustificato motivo di licenziamento l’ aver il dipendente reso noto all’ Autorità Giudiziaria fatti di potenziale rilevanza penale accaduti presso l’ azienda in cui lavora né l’ averlo fatto senza averne preventivamente informato i superiori gerarchici…..Non costituisce giusta causa o giustificato motivo di licenziamento l’ aver il dipendente allegato alla denuncia o all’ esposto documenti aziendali.”
( Cas. Lav. – Sent. N. 6501 del 14 marzo 2013 )

OMESSA SEGNALAZIONE
E’ obbligo del lavoratore segnalare al datore di lavoro le deficienze dei mezzi di sicurezza nonché le condizioni di pericolo di cui viene a conoscenza, adoperandosi direttamente, nel limite delle proprie competenze, per eliminarle o ridurle.
( Cas. Pen. Sez. IV – Sent. N. 1763 del 16 gennaio 2009 )

INFORTUNIO AD UN ALTRO LAVORATORE
Il lavoratore, che cagiona, per negligenza o imperizia, un infortunio ad un altro lavoratore, è responsabile, unitamente al datore di lavoro.
( Cas. Pen. Sez.IV – Sent. N. 45020 del 3 dicembre 2008 )

VIOLAZIONE DELLE NORME GENERALI DI PRUDENZA E DI PERIZIA DETERMINANTI L’INFORTUNIO AD ALTRO LAVORATORE
E’ responsabile il  lavoratore che durante la sua attività lavorativa, per un suo comportamento imprudente e per avere violato le norme~ generali di prudenza e di perizia, ha cagionato un infortunio ad un altro lavoratore~ che svolge la sua attività assieme a lui.
(Cas. Pen. Sez. IV – Sentenza N. 10644 del 16 marzo 2011)

MANCATO UTILIZZO DEI DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE
In particolare il lavoratore ha l’obbligo di utilizzare i dispositivi di protezione individuale messi a sua disposizione. La violazione di tale obbligo integra un addebito a titolo di “colpa specifica”, che incide nella determinazione del concorso di colpa.
(
Cas. Pen. Sez. IV – Sent.  N. 4397 del  1 febbraio 2012)



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