Federazione Lavoratori della Conoscenza Milano

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1° maggio
Dignità e diritti al centro

189 morti sul lavoro nei primi 3 mesi del 2022, numeri agghiaccianti che si perdono nel conteggio quotidiano e di cui non sembra si preoccupino coloro che hanno un ruolo politico e non garantiscono la sicurezza nei luoghi di lavoro.

30 aprile 2022


 

189 morti sul lavoro nei primi 3 mesi del 2022, numeri agghiaccianti che si perdono nel conteggio quotidiano e di cui non sembra si preoccupino coloro che hanno un ruolo politico e non garantiscono la sicurezza nei luoghi di lavoro.

Accanto a questo assistiamo al moltiplicarsi di contratti precari e di part time involontari con il ricatto continuo del mancato rinnovo. Domani è il primo maggio e saremo in piazza per rivendicare dignità e diritti per lavoratrici e lavoratori. Dignità che da quello che abbiamo letto in questi giorni sembra essere considerato un termine desueto ed infatti leggiamo di multe date ai lavoratori per il troppo tempo impiegato in bagno, leggiamo di direttori che minacciano di controllare fisicamente le lavoratrici per verificare chi abbia il ciclo. Sembrano storie uscite dai resoconti di fabbrica degli anni 50 ed invece accade nel 2022.

Basterebbe questo a creare indignazione nell'opinione pubblica, ma invece assistiamo ad un silenzio assordante che pesa come un macigno sulla società. Negli scorsi mesi due studenti hanno perso la vita durante le attività di PCTO e come lavoratrici e lavoratori della conoscenza, abbiamo denunciato la gravità della situazione. Morire a 16 anni perché inviati in azienda senza preparazione adeguata, senza garantire loro la sicurezza che dovrebbe essere un principio irrinunciabile, è quanto di più indegno può avvenire in un paese civile. Vorremmo dedicare a loro questa giornata, a quei ragazzi che le famiglie hanno affidato alle nostre scuole e che non sono rientrati a casa.

In questo momento assistiamo ad una svalorizzazione del lavoro ed al tentativo di marginalizzare il ruolo delle organizzazioni sindacali, ma meno sindacato equivale a meno diritti, meno sicurezza e più precarietà. Noi non ci stiamo e non ci arrendiamo.
Diritto al lavoro significa diritto ad un lavoro dignitoso, ad un lavoro sicuro, ad un'equa retribuzione.

Nei nostri settori, la precarietà è ormai endemica ed il governo quotidianamente interviene in modo non organico e senza consapevolezza della vastità del fenomeno. Stabilizzare significa garantire la possibilità di poter costruire un progetto di vita.
Stabilizzazione e contratto per poter veramente ripartire, perché la formazione non può essere un tema secondario nell'agenda politica e perché il valore del nostro lavoro seppur non monetizzabile, ha la necessità di essere riconosciuto e non con un sistema a punti che prevede premi misurati sulla base dei dati delle prove invalsi.

Care e cari, scendiamo in piazza, riprendiamoci la parola perché non è ammissibile che l'aumento della povertà tra i lavoratori sia accettata come un dato di fatto e non è ammissibile che i salari di lavoratori dei nostri settori siano al limiti della sussistenza, scendiamo in piazza per riappropriarci della nostra dignità e rivendicare la centralità del lavoro per il futuro ed il progresso del nostro paese.
Vi aspettiamo domenica alle 9 in Corso Venezia.
Al lavoro e alla lotta!

FLC CGIL Milano