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  Saturday 27 May 2006 21:32:06  
From:
Amoha Danani   Amoha Danani
 
Subject:

Sulle affermazioni di Asor Rosa e Rossanda

 
To:
Israele   Israele
 
La lettera di accusa di Asor Rosa al Corriere della Sera può essere letta al link:
http://www.ucei.it/uceinforma/rassegnastampa/2006/maggio/corriere/190506.asp
L'articolo di Rossana Rossanda al link:
http://www.ucei.it/uceinforma/rassegnastampa/2006/maggio/manifesto/250506_1.asp




Fonte:
http://www.informazionecorretta.it/main.php?mediaId=2&sez=120&id=16467

27.05.2006
Non si difende una canagliata
Rossanda e Asor Rosa, stessa famiglia stessa pasta
Testata: Corriere della Sera
Data: 27 maggio 2006
Pagina: 41
Autore: Antonio Cairoti
Titolo:
«Rossanda, gli Ebrei, e il caso Asor Rosa»
Un breve ma diretto e preciso editoriale di Antonio Cairoti sul CORRIERE della SERA di oggi, 27 maggio 2006, a pag. 41, nel quale viene rinviata ai mittenti (Rossana Rossanda e Alberto Asor Rosa) l'accusa - "una canagliata"- che la Rossanda aveva lanciato a Claudio Morpurgo, presidente dell'unione delle comunità ebraiche italiane sul Manifesto di ieri.
Ecco il pezzo:
Nientemeno che «una canagliata». Così Rossana Rossanda ha definito, sul manifesto di ieri, le riserve espresse dal presidente delle comunità ebraiche Claudio Morpurgo, in un'intervista sul Corriere del 15 maggio, circa la possibilità di una nomina ministeriale (poi sfumata) per il professor Alberto Asor Rosa.
Tutto nascerebbe dal fatto che gli «attuali leader della comunità ebraica italiana» usano «dare dell'antisemita a chiunque critichi Israele», sostiene la Rossanda, che rivendica non solo il diritto, ma il dovere di esprimersi sulla crisi mediorientale a favore dei palestinesi. In precedenza, sul Corriere del 16 maggio, lo stesso Asor Rosa si era proclamato estraneo a ogni antisemitismo e vittima «di una forma particolarmente acuta d'intolleranza», sottolineando che «la causa ebraica non coincide con quella dello Stato d'Israele».
In realtà però nessuno mette in dubbio la piena legittimità (salvo verificarne la fondatezza) di critiche anche aspre rivolte alle politiche del governo di Gerusalemme o al movimento sionista. Il fatto è che a identificare indebitamente giudaismo e Stato d'Israele è stato proprio Asor Rosa, nel suo libro La guerra, in un passo che dipingeva gli ebrei come una «razza» (termine in quel contesto a dir poco inquietante), che da perseguitata si sarebbe trasformata in persecutrice nei riguardi dei palestinesi. Suona altamente equivoco dirsi nemici dell'antisemitismo e nel contempo lanciare accuse così pesanti e generiche non allo Stato israeliano, ma alla «razza» ebraica. Davvero Asor Rosa e la Rossanda non se ne rendono conto?