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Itinerario 3

 
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Itinerario 3 Arena-Cusani

( tratto dal testo "Milano 1940-1945" - Itinerari della memoria )

Punto di partenza è l'Arena napoleonica (1), esempio di stile neoclassico costruita agli inizi dell'Ottocento su progetto di Luigi Canonica e per un secolo teatro delle più diverse e spettacolari iniziative, dalle naumachie alle corse di bighe fino al circo di Buffalo Bill. Qui il19 dicembre 1943 i fascisti fucilarono gli antifascisti Carmine Capolongo, Giovanni Cervi, Fedele Cerini, Luciano Gaban, Alberto Maddalena, Giuseppe Ottolenghi, Carlo Mendel, Amedeo Rossin. Sempre all'Arena il 2 luglio 1944, al termine della partita Milan Juventus, i tedeschi bloccarono le uscite arrestando circa trecento giovani, un numero imprecisato dei quali fu deportato in Germania per il lavoro coatto.

Dall'Arena ci si dirige lungo via Legnano, poi piazzale Marengo per giungere in via Rivali, dove al numero civico 1, all'interno delle ex scuole Schiapparelli (2), aveva sede l'Ufficio politico della Legione Ettore Muti, nei cui locali furono detenuti e torturati numerosi partigiani.

Voltando a sinistra si prosegue per via Tivoli, poi a destra per via Mercato fino a piazza del Carmine e poi in via del Carmine dove, al numero civico 6, aveva sede il Comando regionale dell'esercito della RSI e, nelle giornate insurrezionali, si insediò il Comando generale del Corpo volontari della libertà (3).

In fondo a via del Carmine si volta a destra in via Brera e, poco distante dalla pinacoteca, si giunge al numero civico 6, al cui interno il 15 giugno 1944 venne costituito il Comitato di liberazione nazionale della Lombardia (4). Proseguendo nella stessa direzione, si volta poi a destra in via Dell'Orso e si continua fino all'incrocio con via Broletto e via Ponte Vetero. Qui, sull'angolo via Ponte Vetero-via Cusani, esisteva all'epoca un locale denominato "la Bottega del liquore" (5), che, per la sua vicinanza alla caserma della Muti, era divenuto luogo di ritrovo di nazisti e mutini. Per questo motivo, alle ore 18.20 del13 gennaio 1945, verificato che all'interno si trovano sette tedeschi e due ufficiali della Muti in conversazione con due donne, i GAP vi fecero esplodere un ordigno che colpì anche altri due tedeschi che si accingevano ad entrare nel locale.

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  Itinerario 3  ( per una miglior visualizzazione - da web - clicca su "stampa" )


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