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Itinerario 4

 
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Itinerario 4 Filangeri-Magenta

( tratto dal testo "Milano 1940-1945" - Itinerari della memoria )

Partenza da piazza Filangeri, di fronte all'ingresso del carcere di San Vittore (1). Luogo di detenzione e di tortura di partigiani, antifascisti ed ebrei, nonché centro di raccolta prima della deportazione nei lager nazisti, il carcere fu anche teatro di una audace impresa compiuta dal comandante delle brigate GL milanesi, Sergio Kasman, che il 7 luglio 1944, travestito da ufficiale della SS, vi entrò riuscendo a liberare due prigionieri politici e un militare canadese.

Da San Vittore ci si incammina verso viale Papiniano, si volta a destra in direzione di piazzale Aquileia e poi ancora a destra lungo via San Michele del Carso dove, all'altezza del numero civico S, si incontra la lapide che ricorda Mario Greppi (2). Ufficiale di collegamento del comando delle brigate Matteotti, il21 agosto 1944 fu arrestato dai fascisti che, a conoscenza di un suo appuntamento clandestino al bar Motta di piazzale Baracca, ve lo condussero nell'intento di catturare altri appartenenti al movimento partigiano. Giunto in prossimità di piazzale Baracca,Greppi tentò una disperata fuga ma venne ferito mortalmente proprio davanti alla sua abitazione. Il padre Antonio, socialista di vecchia data, fu il primo sindaco di Milano liberata, designato dal CLN lombardo e poi confermato alle elezioni amministrative dell'aprile 1946.

Proseguendo diritti si arriva in piazzale Baracca, dove, sull'angolo con corso Vercelli, in un appartamento al primo piano sopra il bar Motta (3), aveva sede l'ufficio tecnico clandestino del comando provinciale delle brigate Garibaldi. Diretto dal comunista Santo Caspani, continuò a produrre documenti falsi fino alla Liberazione, senza mai essere individuato dai nazifascisti.

Da piazzale Baracca si continua lungo via Ludovico Ariosto e si volta alla prima a destra in via Boccaccio, sbucando in piazza della Conciliazione, dove all'altezza del numero civico 4 è affissa la lapide in memoria di Eugenio Curiel (4), direttore de l'Unità clandestina e de La Nostra Lotta, fondatore del Fronte della gioventù e medaglia d'oro al valore militare. Il 24 febbraio 1945, catturato dai fascisti ad un appuntamento clandestino in piazzale Baracca, Curiel, tentò la fuga ma, ferito, venne raggiunto e assassinato in piazza Conciliazione. Da piazza della Conciliazione si percorre viale di Porta Vercellina, si ritorna in piazzale Baracca, si volta a sinistra e, imboccato corso Magenta, si incontra sulla destra il numero civico 79, all'epoca sede del Convento delle Suore della Riparazione (S), al cui interno si insediò il Comando generale CVL all'inizio dell'insurrezione (poi in via del Carmine 6).

Continuando lungo corso Magenta si arriva al numero civico 71, dove, nel Palazzo Busca-Arconati-Visconti (XVI secolo), si trova il Collegio di San Carlo (S), all'epoca centro di raccolta e smista mento della stampa clandestina cattolica, in modo particolare del giornale Il Ribelle, e sede del comando operativo dell'Organizzazione Soccorsi Cattolici Antifascisti Ricercati (OSCAR), la cui attività, oltre a produrre migliaia di documenti falsi, di dichiarazioni di carattere religioso o amministrativo, congedi, licenze, permessi militari e documenti tedeschi compilati, consentì a 200 indiziati e ricercati di sottrarsi all'arresto, favorì lo sconfinamento in Svizzera di circa 850 ex prigionieri di guerra alleati, un centinaio di ricercati politici, e 500 fra ebrei, renitenti e disertori della RSI.

A pochi passi dal Collegio di San Carlo, all'interno della basilica di Santa Maria delle Grazie, è possibile ammirare il Cenacolo vinciano.

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  Itinerario 4 ( per una miglior visualizzazione - da web - clicca su "stampa")


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