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Titolo: BAR BOON BAND
Novembre 2004

Introduzione La strada
testo e musica di Maurizio Rotaris

Il Bar Boon Band è uno spettacolo di strada alla Stazione Centrale di Milano
Raccontiamo di persone oltre il confine di quella che è chiamata società
Del nostro paese, dicono che sia anche uno dei più ricchi al mondo,
noi raccontiamo un’altra parte:
una parte dove sei proprietario solo di un sacchetto di plastica
una parte dove stanno droga, alcol, disperazioni, sentimenti e speranze.

Sono vivo:
testo di Barbara Rosenberg musica Maurizio Rotaris

Ubriaco
in fila al supermercato
Farfuglio
Inciampo
La vecchia mi addita
la folla mi addita
lo sbirro mi addita
Ho mangiato qualcosa
non lo posso pagare
Facce pulite
Scuotete la testa
Normali
Non sapete chi sono
Mi buttano fuori
Mi fanno cadere
Negli occhi un sorriso di rabbia
Ubriaco
In fila al supermercato
Farfuglio
Inciampo
La vecchia mi addita
la folla mi addita
lo sbirro mi addita
Normali
quando il liquido caldo mi scende giù in gola
mi apre la pancia
mi scuote il cervello
voi non ridete
perché sono vivo.

La stazione:
testo di Marco Faggionato, musica di Maurizio Rotaris

Una stazione dimenticata nel tempo e dalla dimensione
Ma un respiro remoto
La ragnatela dell’avvenire
Non hai ancora sentito la sinfonia della locomotiva
che si è ancorata alla coscienza
Come un fiore appassito all’occhiello
del tuo cappotto polveroso
Le scarpe lucidate a nuovo
I ricordi hanno calpestato nel viaggio
Verso la meta nell’infinito
Si è posato il labbro ferito dell’amore


Il Giuseppe:
testo e musica di Diego Raiteri depositato alla Siae

Solitudine:
testo di Marco Faggionato, musica di Maurizio Rotaris

Non ho niente, neanche un sorriso
Non hai riparo, non hai una casa
Sei solo come un cane
E continui ad errare per la strada
Raccogli i mozziconi in terra
Perché non c’è chi ti dia una sigaretta
Ti rimane la luna e il sole.
Vorresti un po’ d’amore per il tuo povero cuore
Sei felice solo quando sogni
E vivi solo di ricordi
Cercando conforto nella natura.
Vivi sempre nella paura
Ti guardi allo specchio come un pazzo
E non c’è chi ti da coraggio
Parli da solo della vita
E vorresti andartene da questa vita
Piangi spesso come un bambino
Per poi rifugiarti in un calice di vino
Anche Dio ti ha abbandonato
Non vorresti mai essere nato


6: Che ce ne importa:
testo e musica di Maurizio Rotaris

Che ce ne importa di te
che ce ne frega di voi
che ce ne importa del bel
che ce ne importa del buon
essere buoni e gentil
non ce ne frega un maron
perchè noi siamo fatti così
perchè noi siamo fatti così
sporchissimi e schifosi
che ce ne importa
che ce ne importa
che ce ne importa
che che ce ne importa

Vagabondo:
testo di Marco Faggionato, musica di Maurizio Rotaris

Sogna un vagabondo sulla panchina
coperto di giornali
il cappotto pieno di pezze
e rotti gli stivali
il naso rosso
ed una bottiglia di vino in tasca
mentre il sole autunnale lo riscalda
passa un cane randagio annusandolo
ed il vagabondo svegliandosi lo accarezza
andando via insieme
incontro ad un uovo giorno
come due vecchi amici
finché un osso ed una minestra calda
li separa dalla tristezza.

Resti qui:
testo e musica di Maurizio Rotaris

Dedichiamo questa parte
A tutti gli uomini e le donne con problemi di droga e alcol
Che abbiamo conosciuto in questi anni a SOS Stazione

Molti li abbiamo persi,
molti si sono salvati,

Resti qui
vivi ancora
ci sei ancora
anche se tu
da tanto tempo ormai
Da tanto tempo ormai
Non ci sei
non ci sei.
Resti qui

Veleno
testo e musica di Maurizio Rotaris:

Chiuso nel cesso, questa roba brilla,
come sei strana, Ti sciolgo nell'acqua,
se sei bollente ti sparo calda.
5 secondi, qualcosa non va:
non mi sali in testa, solletico nel corpo.
"questa roba fa schifo
mi sento solo agitato"
uscire in fretta da questo cesso".
fitta nebbia - occhi appannati - aria vaporizzata.
Mi piego sul lavandino
Acqua sulla faccia,
apro il rubinetto e la metto sotto,
l'acqua non mi risveglia
nella testa si è avvolta
una grossa palla di ovatta,
tiro su la faccia per guardami allo specchio,
"presto uscire da questo cesso
resto crocefisso da un colpo alla schiena
il mio corpo è un pezzo di sasso.
Cado indietro corpo rigido
picchio testa piastrelle gialle
sdraiato in terra piastrelle rosse,
il pavimento oscilla forte.
porto mani tremanti avanti
trovo un appiglio nel lavandino,
ma il tubo mi scappa via.
Poggio palme mani a terra
Ma rimango senza fiato.
rivedo tutta storia della mia vita
altro colpo alla schiena più forte
con un colpo stramazzo al suolo.
cado di fianco
picchio la testa
Il tubo dell'acqua è ormai lontano
Riesco a tirarmi seduto in un angolo.
Non sto quasi più respirando,
non so quanto tempo è passato,
sento dei colpi contro alla porta.
Vorrei chiamare aiuto,
qualcuno fuori si è accorto
spero che faccia presto
Non so quanto tempo passa,
sento rumore alla serratura.
mi tirano fuori per le braccia,
Mi tirano dritto, ma non cammino
un corridoio fino all'uscita,
mi lasciano lì
e se ne vanno in fretta
Non so quanto rimasi lì seduto, dormendo
forse un'ora,
forse un giorno,
forse per sempre,
forse non arrivò più nessuno

Scegli la vita:
testo e musica di Diego Raiteri depositata alla Siae

Quando ti ho incontrato sulla piazza, c'era molta confusione tra la gente;

quando ti ho proposto una stazione, per non far naufragare la tua mente;
buie eran le strade vuoto il tempo; poche ormai le cose con un senso,
una cosa avevi scelto, sì. No non doveva finir li.
~
Scegli la vita,quel che ti da,gioia,tristezza,la verità.
Scegli un amico,lo trovi qua;questa è la strada,semplicità.
~
Posso solo darti un pò d'amore,per farti capire quanto vali.
Posso solo darti poche ore,per fare salpare,le tue navi.
Quel che conta proprio è non mollare e certo tu puoi farcela se vuoi,
puoi cadere in mare e naufragare,ma puoi arrivare prima o poi.
~
Scegli la vita.........
~
Passo dopo passo puoi trovare,che nel mondo ci sei anche tu,
lasciati alle spalle quei momenti,tira su le maniche di piu';
quante cose agli altri tu puoi dare,quanti orti e campi coltivare,
la tua carovana può partire,c'è una vita da costruire.
~
Scegli la vita.......

Lacrime:
testo di Marco Faggionato musica di Maurizio Rotaris

Stare in disparte
Essere molto poveri,
Ma avere ancora anima e cuore, voglia di vivere,
di raccontare, dire, cantare,
gridare, piangere e ridere.
Per essere meno ai margini

La valigia piena di ricordi
Il cappello in testa
Ed un libro in tasca
Così ti perdi nella stanza
Guardando dalla finestra l’alba
ti fondi in quella luce
Quasi piangendo
Le lacrime brillano
Mentre sei accarezzato dal vento
Le lacrime si staccano dal volto
E volano in cielo confondendosi con le stelle del mattino,
guardandole pensi quand’eri bambino
e la lacrima cadente sul tuo viso
Scopri che era una visione del paradiso

La logica dell’alleanza:
testo e musica di Diego Raiteri depositata alla Siae

13. Fondo Marino:
testo di Marco Faggionato musica di Maurizio Rotaris

Una bicicletta arrugginita sul fondo del mare
La statua di un santo rubata da un altare
La carcassa di un veliero naufragato in una tempesta
Una valigia vuota sommersa
Uno scarpone con dentro un granchio
E la chitarra di un musicista stanco
Un anello di pietra nera
Nel fondo del mare c’è una sirena

Sua Maestà dei giardini:
testo di Barbara Rosenberg musica di Emanuele Scataglini, depositato alla Siae

Emozioni clandestine:
testo di Marco Faggionato, musica di Maurizio Rotaris

Ho rubato un pezzetto di cielo,
ho ghermito il respiro del mare,
ho scippato il profumo di terra
che è come un fiore
e li ho chiusi in un cassetto di terra mia
con quello sguardo penetrante delle emozioni
che aprirò, nelle giornate tristi
perchè sei tu terra bellissima
come la tua isola del sole.
Che porta tante emozioni clandestine.

Caro calzino:
testo e musica di Maurizio Rotaris

Il vento mi porta il tuo nome
la pioggia ricorda il tuo calore
perchè mi hai lasciato da solo
caro calzino destro
caro calzino azzurro

La speranza:
testo e musica di Maurizio Rotaris

la vita è nostra,
la speriamo migliore
la vogliamo con una gioia fra mille dolori
La speranza che non muore mai,
La strada del destino è anche un po’ nostra

Angelo
testo di Marco Faggionato, musica di Maurizio Rotaris

Sento lontano una voce angelica
Che mi dice di andare avanti
Di percorrere la via senza fermarsi
Ti vedo lontano angelo di luce
Che mi asciughi le lacrime e mi sorridi
Sei volato fino a me attraverso i cieli
Con le tue ali divine
Per illuminarmi per togliermi le spine

Il samaritano
testo e musica di Diego Raiteri, depositato alla Siae

Essere Qualcuno:
testo di Marco Faggionato, musica di Maurizio Rotaris

Mi sveglio la mattina
E sono solo, e non mi sento nessuno.
Passano i mesi, gli anni
E divento più grande
E mi sento solo e triste
Un giorno esco da casa
E scopro il mondo
Scopro qualcuno che mi vuole bene
Capisco di non essere più solo
Finalmente
Sono qualcuno

Il bicchiere:
testo e musica di Maurizio Rotaris

Il bicchiere mezzo vuoto
sembra quasi mezzo pieno
l'ottimismo bella cosa
tira anche sul morale
io non capisco però nel frattempo
quando è il momento di avere
qualcosa
dentro al bicchiere
che è sempre vuoto
dannatamente vuoto
schifosamente vuoto
eternamente vuoto

Il portone mezzo chiuso
sembra quasi mezzo aperto
chissà cosa starà dietro
il portone mezzo aperto

io non capisco però nel frattempo
quando è il momento di avere
le chiavi
di questo mondo
di cui non trovo la porta
neanche la finestra
e la porta di servizio
e il finestrino del cesso
ooohhhoohhoo


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