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  Monday 11 February 2008 18:36:55  
From:
Maurizio Rotaris   Maurizio Rotaris
 
Subject:

Testi secondo Cd della BBB

 
To:
SOS Stazione Centrale   SOS Stazione Centrale
 
TESTI DEL SECONDO CD DELLA BAR BOON BAND 2005

Milano puttana
Testo di Sharon Santucci musica Maurizio Rotaris

Muri di solitudine
Fabbriche distrutte
Luoghi dimenticati
Speranze demolite
Maledetta ti odio
ma ti tengo nelle mie mani
Milano sporca
Con i tuoi regali sporchi
Angoli bui dove anime solitarie
abbandonano un corpo
Che sarà ritrovato troppo tardi
Milano vorrei ucciderti
Riprendermi i miei sogni
Maledico i tuoi vizi
Che sono diventati miei
Se solo potessi spararti
Se solo potessi dimenticare
l’oscurità che emani
Ti lascio le mie foto, i miei scritti,
i miei pensieri
Sono cose preziose
Non hanno date
E tu sei sempre puttana Milano
Milano da bere
Nervi scoperti
Flash luccicanti
Milano da vomitare
Oggi ti calpesto
Oggi tocca a me
il vuoto che provo
il silenzio del tuo rumore
la macchina dal motore forte
ma senza cuore
Milano puttana

Il segreto della nebbia
Di Emanuele Scataglini e Barbara Rosenberg

Vapore bianco intorno a noi
Mescola nuvole e poesia.
Lei fa nebbia da cent’anni, lungo questa ferrovia
Nella pentola di rame, gira tutta la realtà
Vita, morte, gioia e sogni
Canti, amori e libertà.
La cartella sulle spalle, la mia mano nella sua
Un soffio e il fumo vola via
La nebbia va, su strade di città, tra monti e valli e nell’aria un po’ più in là
Nel fiume lei… veloce corre via
Per dare al mondo ancora un po’ di fantasia
E la voce della vecchia ti dirà
Quello che tu sei

Mani curve come rami, una carezza lei mi dà
So che presto partirai per un viaggio lungo anni
La cravatta intorno al collo, nebbia dalla scrivania
chiudo gli occhi e penso a lei

La nebbia va su strade di città, tra monti e valli e nell’aria un po’ più in là
Nel fiume lei, veloce corre via
Per dare a tutti ancora un po’ di fantasia
E alla fine della strada Lei sarà ad aspettare me

Il bastone nella mano
Sono vecchio quanto Lei
e mi porta via con sé

La nebbia va su strade di città, tra monti e valli e nell’aria un po’ più in là
Nel fiume poi… veloce corre via
Per dare al mondo ancora un po’ di fantasia
E la voce della vecchia ti dirà
Quello che tu sei

Storia di Lara
Di Emanuele Scataglini e Barbara Rosenberg

Sono pazza, sputo parole e miseria, golf rosa fucsia, le calze strappate.
La piazza Tripoli è la mia casa.
Salgo sul tram, apro le gambe irriverente, ma non mi curo del tuo pudore
se ti vergogni, non mi guardare.
La sera accenderò un fuoco, è l’ultimo giorno d’inverno
Questo giornale è la coperta
Gambe incrociate voglio dormire

Dormi, dormi piccina
La mano accarezza la faccia
Il cielo saluta
La notte saluta
no, non sei così pazza

Molti figli in città
Spesso ho voglia di un uomo
io trovo sempre chi viene con me, se poi l’incontro non mi saluta.

È notte sento qualcuno alle spalle.
Provo paura, mi gridano pazza, tirano calci alle borse alle cose.
Poi un dolore alla schiena
forte come quello del parto e buio e calore
mi brucia la pelle.
Dormo per sempre sopra l’asfalto

Dormi, dormi piccina
la mano accarezza la faccia,
il cielo saluta,
la notte saluta,
no, non sei così pazza

In piazza Tripoli c’è un angolo dove l’erba ha smesso di crescere,
il fuoco l’ha bruciata.
Qualcuno lascia sempre un fiore sotto l’ippocastano.


Difficile da dire
Testo di Gigi Geviti musica Maurizio Rotaris

Come posso fare, parole difficili da dire, come posso imparare a dirti quello che mi sai dare, amore mio la musica mi aiuterà a farmi capire, quello che vuoi sentire.
Donna mia il vento ti ha portato via, donna mia da quanto tu non sei più mia.
Ecco tu lo sai, finiti i segreti fra noi, avvicinati stai con me, io ti racconterò, il tuo corpo scoprirò e griderò alla gente, senza il sentimento, il tutto diventa niente.
Donna mia il vento ti ha portato via, donna mia da quanto tu non sei più mia.

Niente dal futuro
Testo e musica di Siro Rona

Oggi nei tuoi occhi ho visto il mare, il mare è trasparente e calmo.
Cerco di trovare la calma dentro me, che non riesco più a sognare
Dietro questi vetri trasparenti passa piano piano la mia vita.
Oggi c’è il sole domani non lo so, ma non me ne frega ormai
Io non voglio niente, niente dal futuro. Mi basta soltanto sapere che c’è, qualcuno che si ricordi ancora di me, qualcuno che ti parli un po’ di me
Quando la mia vita sarà finita, penso a quelli che restano qui.
Cerco di trovare fra loro se c’è, qualcuno che ti parli un po’ di me
Io non voglio niente, niente dal futuro. Mi basta soltanto sapere che c’è, qualcuno che si ricordi ancora di me, qualcuno che ti parli un po’ di me

Portafogli diversi:
testo e musica di Maurizio Rotaris

Su su le tue azioni vanno su Le mie speranze vanno giù Sempre di più Giù giù In un mondo così diverso son perso non mi trovo più Quei tuoi occhi così diversi dispersi, non li trovo più In un mondo senza tempo siamo uguali, io e te Guarda un poco per esempio il colore dei blue jeans
Su su le tue azioni vanno su Le mie speranze vanno giù Sempre di più Giù, giù Portafogli così diversi che il mio non lo trovo più Le mie tasche così svuotate, pulite, forse non le hai tu In un mondo irreale siamo uguali ma diversi io e te Guarda un poco per esempio il colore dei blue jeans
Su su le tue azioni vanno su Le mie speranze vanno giù Sempre di più Giù giù

Brutti ricordi:
testo e musica di Marco Rossi

Se ti trovi in giro per il mondo e ti senti solo coi tuoi guai Non guardare verso l’orizzonte non potresti ritornare mai Se credi in una cosa giusta e se un giorno non ce la farai Prova a credere nella tua vita guarda avanti e non voltarti mai E la mia mente vola piano la malinconia Stringo tra i denti questa rabbia che mi porta via Sento il profumo di un’estate già finita ormai Di tutti gli anni che non torneranno mai Dietro lo specchio vedo un uomo grande ormai Sa di libertà ti chiederà di più Se per caso un giorno o l’altro pensi di tornare nella tua città Per vedere se le vecchie strade  son cambiate o sono ancora là e nascondere le cicatrici raccontare un sacco di bugie guarda bene tutti i vecchi amici che non trovano la libertà dietro i ricordi soffia il vento della fantasia dietro i miei sogni c’è un veliero che li porta via sento nel petto questa grande rabbia che brucia dentro me, brucia dentro me poi fermo il tempo per un momento ti corro incontro cercando la mia libertà e come un falco sempre più in alto afferro il vento un giorno mi ha portato via Tanto freddo pochi soldi in tasca  all’uscita del metrò Mi scoppiavano dentro nella testa i rumori della mia città E le notti che restavo solo coricato sopra un vecchio tram A pensare in quale film l’ho visto non sembrava neanche la realtà Brutti ricordi che non cambieranno mai Che piangono con me Che ridono con me, con me

Sono meglio di te:  
testo di Pablo Coniglio musica Maurizio Rotaris
Sono peggio di te Non ho niente da perdere Ho soltanto me, solamente me Sono peggio di te Tu hai molti soldi, ne senti il rumore Tu non lo confondi quel suono rotondo Ne annusi il fruscio come fosse il tuo amore Non ce n’è di uguali nel resto del mondo Sono meglio di te Sono meglio perché Tu non dai più la mano A chi è dietro di te Io vedo la gente, ne sento la voce Ne ascolto il respiro nel vento del mondo Io non lo confondo, uno sguardo che ha luce Ad occhi di soldi, dipinti per sfondo Sono meglio di te Sono meglio perché Tu non dai più la mano A chi è dietro di te

Quadrifoglio:
testo e musica di Lorenzo Cuomo

Io vivevo in una nuvola bianca, tutto quanto dipendeva da lei Non provavo quasi più sensazioni e le cose succedevan da se L'amicizia non sapevo cos'era e di amore non ne parlavo più La città mi andava sempre più stretta mi sentivo soffocare da lei Ma la voglia di provare è rimasta dentro me poche cose nello zaino Son partito insieme a te Insieme agli altri posso fare progetti tutto quanto ora dipende da me E se a volte mi succede qualcosa finalmente ora capisco perché L'amicizia è un'esperienza reale già capisco che ho bisogno di te Si allontana quella nuvola bianca il sereno sta tornando lo so E la voglia di cantare è rinata dentro me, di comporre una canzone E cantarla insieme a te Voglio vivere con l'arcobaleno sempre fermo proprio sopra di me La mia musica fedele compagna quella nuvola è rimasta in città Questo mondo resta sempre di guerra, ma la pace è ormai dentro di me E se resto legato alla terra le mie ali per volare ce l'ho E la voglia di suonare è rimasta dentro me questo è il nostro quadrifoglio L'ho trovato insieme a te

Binario 21:
testo e musica di Maurizio Rotaris, Isabella Lorenti,
 
Seduta al binario ventuno Guardo i treni che vanno via Partono e vengono tante persone Ma il mio treno non c’è Guardo la gente che parte con gioia cammina leggera Vedo la gente che viaggia con noia guardando con gli occhi nel vuoto Dov’è il treno per me Dove portano i miei pensieri A Milano in una notte d’estate Ma io non parto mai La gente che scende dal treno Mi chiede “perché non parti” Vorrei partire per un bel viaggio Per dove non lo so Vedo persone dormire sui treni che non si fermano mai  Guardo la gente che parte con gioia col sole dentro negli occhi Dov’è il treno per me Dove portano i miei pensieri Sull’asfalto di una stazione Ma io non parto mai e la vita è così Un mucchietto di foglie gialle Trasportate via dal vento E io parto domani. Alle 20.30 dell’altro ieri Sono andata all’altro capo del mondo

Ascoltami:
testo di Pierluigi Geviti musica di Maurizio Rotaris

Ascoltami C’è ancora un attimo di tempo sai E il vento poi Ci porta via Senza respiri E noi Che abbiam sofferto senza trovare mai Un modo vero semplice Di scappare via Amico, lascia che io ti dica Che non sei partito mai Amico, in questo spazio di cielo infinito C’è posto per tutti Anche per noi E’ notte Le luci accese della mia città Di tante piazze Di tante vie Di tante compagnie Seduto là Schiavo dell’ero tu sei andato via Coi tuoi 20 anni di gioventù E con la rabbia dentro Amico, lascia che io ti dica Che non sei partito mai Amico, in questo spazio di cielo infinito C’è posto per tutti Anche per noi

Zingari in metrò
testo di Barbara Rosenberg musica di E. Scataglini

Il giorno va nel metrò Lo stesso odore della gente di città Un due tre via Poi suono per voi Il mio violino non si stanca mai Sotto il gilè di velluto blu Maglia a colori e la foto di Sofia Sono di Romania Datemi del tu La porta chiude e non mi senti più
I vostri treni non sanno viaggiare Non c’è confine da superare Qui sotto terra fra andata e ritorno
vi trascinate giorno per giorno i vostri treni non sanno viaggiare
Un giorno in più ripeterai Che so mentire, so rubare che non è mia questa città Ma io non ho una banca o i titoli o dei bot Solo un violino che per te ora ora suonerò Sono soltanto uno zingaro in metrò Non ho patria e in guerra io non sono andato mai Non vengo bene neanche alla tv Nel bicchiere la moneta butta giù
I vostri treni non sanno viaggiare Non c’è confine da superare Qui sotto terra fra andata e ritorno vi trascinate giorno per giorno i vostri treni non sanno viaggiare ho ancora il vento dentro i capelli ricordo voci dei miei fratelli e tanti campi una casa nessuna mille roulotte a cercare la fortuna i vostri cuori non sanno cantare i vostri piedi non sanno danzare

Forse non eri tu:
testo e musica di Maurizio Rotaris
Con gli occhi chiusi ti cerco nel mondo senza sapere Se un giorno incontrerò il tuo volto Io non so chi sei nemmeno se ci sei Non so da dove vieni se vieni a piedi o prendi i treni Non so da quanti anni sto camminando su questa strada Non lo ricordo più ho passato il tempo a cercarti Non ti ho trovata mai Forse non eri tu Non ti ho cercata bene forse io Ma tu ma tu ma tu Non ti sei mai fatta scoprire Oh quanti giorni passati a cercare Qualcosa che sembrava lontano Io non so cos’era, nemmeno se c’era Non c’eran le parole per dire chi era Ma un giorno finalmente Guardando al mio fianco ti ho vista lì E tu e tu e tu Eri lì ad aspettarmi Non ti ho trovata mai Forse non eri tu Non ti ho cercata bene forse io Ma tu ma tu ma tu Eri lì ad aspettarmi

Quaraquaquero
Testo e musica di Maurizio Rotaris

Spero che venga il sole, spero che poi non piova,
spero che tu stia bene come sei.
Sono scoppiate da tutte le parti le bombe dell’uomo sul mondo (non c’ero)
corpi nascosti a milioni a milioni sotto le terre nell’ombra,
piogge di sangue e lacrime tonde han concimato i campi in profondo,
pezzi di mondo da tutte le parti, facce impaurite come in un film.
E tu come stai ? dormendo non sento. E tu cosa fai ? non sento.
Le bombe umane come belve randagie hanno lasciato ferite là in fondo,
piccoli pezzi di carne nel mondo, guardando bene uno grosso non c’è,
sento un lamento in sottofondo, qualcuno vivo forse ancora c’è,
l’intelligenza dell’uomo sprofonda in un abisso di grande vittoria.
E tu come stai ? Bene, non mi lamento. E tu cosa fai ? Non penso
Ed ora andiamo con il quaquaraquaquero, ah scusate, un razzo è caduto
oggi sull’ospedale della nostra città, numerose le vittime, nella finale i
campioni hanno battuto gli sfidanti per 2 a 0, ma ora andiamo ancora con il
quaquaraquaquero.
Sono in contatto in ogni parte del mondo i costruttori delle buone cose,
una catena di umani mai stanchi son messaggeri ogni giorno di un sogno.

Exodus
Testo e musica di Mauro Cavallazzi

Usciti da una metropoli buia, cani, piazze, semafori e taxi
Facce nuove di gente che vede che vuole seguire i tuoi passi
Gente che viene, gente che partirà
Exodus un viaggio che va verso l’umanità
Exodus un viaggio che va verso la libertà
Un passo verso la vita, una ruota che segna la terra,
un’avventura, una storia diversa passando in un mondo di guerra
Gente che passa gente che arriverà
Exodus un viaggio che va verso l’umanità
Exodus un viaggio che va verso la libertà
E come nomadi senza confini e come un fiume che porta lontano
E come giovani senza problemi stiamo insieme per darci una mano
Gente che ride gente che canterà
Exodus un viaggio che va verso l’umanità
Exodus un viaggio che va verso la libertà
A chi non crede che possa fiorire una rosa in un mucchio di sassi
A chi non crede che in fondo possiamo cambiare noi stessi
Gente che parla gente che non si sa
Exodus un viaggio che va verso l’umanità
Exodus un viaggio che va verso la libertà


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