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  Saturday 7 March 2009 15:06:35  
From:
Maurizio Rotaris   Maurizio Rotaris
 
Subject:

Inscena Magazine di marzo 2009

 
To:
SOS Stazione Centrale   SOS Stazione Centrale
 
Attachments:
inscenamagazine.JPG  inscenamagazine.JPG 117K
 
http://www.inscenamag.it/
Bar Boon Band

– Alla ricerca dell’armonia –
in questi giorni cè chi li brucia per divertimento”,
nonostante siano già condannati a una guerra quotidiana
per sopravvivere al crudele generale inverno
. eppure chi ha perso
l
identità nelle nostre strade, i barboni, i clochard, possiede la virtù
di saper inneggiare al presente con musica e parole
: prendete posto,
sul palco di inscena adesso suona la bar boon band.
testo Gianluca Schinaia
«Tutti ammassati in un dormitorio che cercano un po’ di calore…
ma poi il sonno del dormitorio te lo porti addosso tutta la
giornata». Sono le parole di Victor Terminè, uno dei poeti di
strada che hanno partecipato a un listening musicale sotto il
tunnel della stazione Centrale di Milano.
Prosa e poesia mai si sono sposati meglio che
nell’idea della Bar Boon Band, musicisti e
artisti che vivono per strada e che da quasi
15 anni rappresentano la vena ironica, poliedrica,
colorata, triste e gioconda dei clochard. Usano chitarre,
fisarmoniche, djambè, tamburelli, mischiano
le radici della musica melodica italiana al rai algerino
e ai pezzi d’autore, scritti da questi talenti che al
tramonto tornano a riposare avvolti da un cartone
ai margini dei nostri passi. Eppure hanno suonato
sullo stesso palco di Gigi D’Alessio nel 2005 davanti
a 7mila persone e in diversi teatri. In scena coniugano
la lettura di poesie alle canzoni originali come
“Binario 21”, dove si racconta la storia di una donna
che da 15 anni aspettava il ritorno della figlia e che
grazie all’eco dei media suscitato dal pezzo l’ha ritrovata.
O “Ascoltami” in cui un esattore della mala
racconta la sua storia e il suo pentimento. Storie di
strada che il direttore artistico della Bar Boon Band,
Maurizio Rotaris, ha saputo mettere insieme.

Maurizio, come è nata la band?
«Avevamo pensato ad alcune serate di musica nella
stazione Centrale, poi ho scoperto che c’erano
persone che scrivevano testi, abbiamo cominiciato
a fare letture e spettacoli animati e non mancava
estro alle persone sepolte da tonnellate di disagi.
Avevamo visto che la musica riusciva a smuovere
delle emozioni sepolte e questo ci ha dato la forza
di proseguire».

Quanti siete?
«Circa una quarantina, prevalentemente autori di
testo ma anche compositori. Ma molti se ne vanno:
c’è chi muore, chi si ammala, chi va a vivere in
un’altra città».

Qual è la vostra idea musicale?
«Ogni artista esprime la sua soggettività e noi
vogliamo libera espressione. Cerchiamo una colonna
sonora che descriva l’atmosfera della vita di
strada, ma è anche un lavoro educativo alla ricerca
dell’armonia, l’unico modo per sopravvivere con
equilibrio quando non possiedi niente».

Quanti cd avete prodotto?
«Ufficialmente tre, più le demo di alcuni artisti. Ora
uscirà un quarto cd con 25 pezzi nuovi. Per ora ci
mancano i soldi per pubblicarlo ma quando ci saranno
lo chiameremo La ricerca dell'armonia

«tutti ammassati
Che CerCano un
po’ di Calore… ma
poi il sonno del
dormitorio te
lo porti addosso
tutta la giornata».
viCtor terminè
“guantanamo”



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