FUORI DAL TUNNEL DELLA STAZIONE

Gli ex-emarginati della stazione di Milano ritratti da Gianni Berengo Gardin
diventano testimonial di una campagna sociale.

Milano svela una faccia attiva e solidale che sorprende e consola.
Fra queste, il centro di accoglienza SOS Stazione Centrale della Fondazione Exodus. Una porta sempre aperta, situata sul lato destro della stazione, proprio dove partono i pullman per la Malpensa. E' un luogo di accoglienza, di ascolto e orientamento per tutti i gravi emarginati, creato nel 1990 grazie a un accordo stipulato fra la Fondazione Exodus di don Antonio Mazzi e le Ferrovie dello Stato.
E' un posto che esiste grazie alla capacità e alla forza sensibile di Maurizio Rotaris, che coordina il centro sin dalla sua fondazione, ma anche grazie all'aiuto di chi è più attento agli aspetti più tristi e nascosti di una metropoli come Milano.

Soltanto nel 2003, SOS Stazione Centrale ha avuto circa 12000 contatti con persone bisognose di aiuto, che si sono concentrate lì attorno alla stazione per giorni, mesi, a volte anni, proprio come fosse quella la loro casa. Andate e ritorni continui dal mondo buio dell'alcoolismo, della tossicodipendenza, del mal di vivere, o dell'immigrazione illegale.
Cosa si può fare per queste persone? Molto.
Ma a sentire i volontari di SOS, l'importante è non aspettarsi sempre un happy end, come nei film.
Ci sono quelli, come le donne di mezza età che vengono dall'est, che non hanno molte speranze di trovare un lavoro decente.
Ci sono quelli che hanno la testa troppo confusa per capire perfino di esistere.
E ci sono quelli che non hanno abbastanza forza, ne' coraggio, ne' voglia di riprendere in mano la loro vita per fare quella che, fra virgolette, si potrebbe definire un' esistenza normale.
E' questa la loro normalità: punto e basta.
Ma è anche vero che, grazie all'aiuto di SOS Stazione Centrale, qualcuno ce l'ha fatta.
Ed è proprio sulla diretta testimonianza di questo qualcuno, che quest'anno si basa la nuova campagna di raccolta fondi studiata dall'agenzia Malcom Tyler Italia di Grazia Usai e dell'art director Barbara Guenzati, con la collaborazione del copywriter Enzo Sterpi.

Una campagna che è stato possibile realizzare grazie anche al contributo di uno dei più noti e grandi fotografi italiani: Gianni Berengo Gardin, e dell'agenzia Contrasto che lo rappresenta.
Le immagini di Berengo Gardin si concentrano sui protagonisti di storie autentiche di ex-emarginati.
Sono ritratti intensi e veri, scattati all'interno della Stazione Centrale di Milano, dove traspare il senso di una dignità umana riconquistata a costo di una volontà e un impegno che ha del miracoloso.
L'occhio attento di Gianni Berengo Gardin ha colto la realtà di un mondo distratto e ostile, dove le figure di Marco, Daniele, Zeru e Mario emergono come quelle di eroi di una guerra personale.

Berengo Gardin ha collaborato con le più importanti testate nazionali e internazionali, con la pubblicazione di oltre 200 volumi fotografici. Il suo modo di fotografare, il suo obbiettivo puntato sugli aspetti del quotidiano e sull'indagine sociale, gli hanno decretato un successo internazionale tale da renderlo uno dei fotografi più richiesti anche nel mercato della comunicazione d'immagine. Ha esposto le sue foto in centinaia di mostre che hanno celebrato il suo lavoro e la sua creatività in diverse parti del mondo. Nel 2005, per festeggiare i 75 anni di Berengo Gardin, verrà presentata una grande retrospettiva a Parigi e a Milano.
Il fatto che questo grande maestro del realismo fotografico abbia messo a disposizione il suo talento per la campagna di SOS Stazione Centrale, fa sperare che l'appello per la raccolta fondi possa essere quest'anno ancora più coinvolgente ed efficace.
Per convincere sempre più persone che, forse, contribuire con una piccola offerta può davvero servire a qualcuno per realizzare le sue speranze, per riscattarsi da una vita che sembrava persa.
La campagna - grazie alla collaborazione di Grandi Stazioni - sarà visibile all'interno della Stazione Centrale e forse potrà anche suggerirci di non essere così presuntuosi da metterci a giudicare la vita degli altri, ma di dare.
Dare quello che si può, senza chiedere.
Perché un aiuto economico che risolva almeno i problemi pratici di chi quest'inverno non avrà un tetto sulla testa, è comunque già molto.

Agenzia: Malcom Tyler Italia
Art director: Barbara Guenzati
Copywriter: Enzo Sterpi
Fotografo: Gianni Berengo Gardin