"La Stazione Centrale"
Ogni anno dalla Stazione Centrale di Milano transitano milioni di persone che vanno e vengono. In mezzo a loro un popolo d'esseri umani vaga senza meta. Persone a volte invisibili nei loro drammi, mischiate al frenetico via vai della ricca Milano. Persone spesso molto visibili: lacere, barcollanti e sporche che il viaggiatore d'istinto scansa disgustato. Persone senza casa, senza mete e con gravi disagi. Giovani, vecchi, donne e bambini che arrivano a Milano senza niente e vivono spesso per anni nel nulla.

"SOS Stazione Centrale"
Per andare incontro ed essere un punto di riferimento per questo popolo di persone disperate e abbandonate, nel 1990 don Antonio Mazzi e le Ferrovie dello Stato hanno creato il servizio d'aiuto SOS Stazione Centrale.

"La povertą estrema e l'abbandono"
In dieci anni SOS ha avuto contatto con migliaia di persone senza casa, in condizioni di grave emarginazione sociale: tossicodipendenti, alcolisti, malati psichici, giovani disadattati ed anziani clochard. La gran parte di loro proveniva da altre cittą lombarde, altre regioni italiane e paesi stranieri.

"La droga e l'alcolismo"
Alle condizioni di grave disagio si aggiunge spesso l'abuso di droghe e l'alcolismo. Una situazione di abbandono contro la quale da anni Fratel Ettore, i volontari di SOS, gli operatori di strada, i City Angels e il Centro del Comune, lottano per strappare queste persone al progressivo degrado. Grazie al primo aiuto dei volontari ed alla rete dei servizi socio sanitari, molti di essi sono tornati a casa, hanno iniziato programmi terapeutici, sono stati inseriti in strutture di cura e riabilitazione o semplicemente hanno migliorato le loro condizioni di vita, riducendo i rischi derivati dall'abuso di sostanze e del vivere in strada.

"Gli stranieri"
In dieci anni SOS Stazione Centrale ha registrato i flussi migratori di migliaia di stranieri che si riversano sulla cittą: dal 90, nordafricani, albanesi, rumeni, bulgari, ucraini, moldavi. Persone attratte nel nostro paese dal sogno del lavoro e dell'integrazione, ma che spesso non trovano nulla. Alla scarsa accoglienza ed al difficilissimo inserimento sociale fanno invece riscontro la miseria e lo sfruttamento delle organizzazioni criminali straniere che in questi dieci anni si sono radicate a Milano. L'abbandono di queste fasce, a rischio per sč stesse e per la collettivitą, il disinvestimento di interventi sociali a vantaggio di velleitarie politiche di sicurezza, da parte politica ed istituzionale, hanno favorito il peggioramento ed il degrado di questi fenomeni.

"La sicurezza"
Di fronte a tale quadro drammatico, concentrato da anni in Stazione, i cittadini, le Ferrovie dello Stato, i viaggiatori, le istituzioni, chiedono pił sicurezza, ma in dieci anni di SOS abbiamo verificato che le maxi operazioni sono pił spettacolo che altro, le retate e la repressione non raggiungono l'obbiettivo di pulizia del territorio, se non spostando i fenomeni di qualche decina di metri; le denunce, i fogli di via, i decreti di espulsione non hanno efficacia nel contrasto del fenomeno e la mancanza di investimento e lavoro sui piani sociali dell'accoglienza e dell'integrazione lo aggrava fortemente.
(testo curato da Maurizio Rotaris)