Partecipo ad un mega-party indetto dai vertici dell’azienda in cui lavoro, per festeggiare l’incredibile risultato economico dell’anno, il migliore mai ottenuto negli ultimi tre secoli da una società del pianeta. Sono rappresentate tutte le cariche più importanti a livello mondiale ed ospite d’onore della serata è Eva Herzigovna che - appena mi vede - si innamora perdutamente di me.
Il Presidente Totale della società mi viene incontro e mi ringrazia per un grossissimo favore personale che gli ho fatto in passato. Da quel momento in poi si verifica tutta una serie di circostanze che portano alla luce una grande verità: solo io sono il vero artefice del successo dell’azienda.
Centinaia di top managers cercano di conoscermi ma io li tengo con disinvoltura a distanza e passo il mio tempo solo con alcuni colleghi - invidiati dagli altri - che intrattengo facendo dell’intelligentissimo umorismo.
Eva Herzigovna non mi toglie gli occhi di dosso; io non me la filo (apposta).
Ad un certo punto - annoiato - eludo i continui approcci dei miei capi ed esco sul balcone dove una signora, che sta disperatamente cercando di tenere a bada un folto gruppo di bambini, mi chiede aiuto. Con una espressione intensa catalizzo l’attenzione dei bimbi che si mettono in cerchio e mi ascoltano in silenzio per ore. Il successo è totale.
Eva mi segue sul balcone per parlarmi. Io la faccio impazzire non rivolgendole
la parola. Quando sta per sclerare definitivamente alzo lo sguardo e la
fisso d’improvviso negli occhi. Lei si blocca e per l’emozione non riesce
più a prendere fiato finché l’équipe medica
chiamata d’urgenza le fa indossare una maschera per l’ossigeno. Il giorno
dopo - appena finita la cerimonia del mio insediamento al vertice della
holding che gestisce centocinquantatré aziende come la mia - ci
sposiamo e lei lascia l’ambiente della moda per iscriversi ad un corso
di "pratiche culinarie ed erotiche per la moglie perfetta".