FRAMMENTI DI MOQUETTE

 

"Fedifraga!" ringhiò l’uomo nel televisore, un istante prima che la porta del frigo si richiudesse. "Sticavoli" rispose prontamente una voce fuori campo.

Quella risposta distrasse Robert che si fermò e girò la testa verso il televisore: non sapeva esattamente cosa quell’espressione volesse dire ma gli era sembrata una risposta straordinariamente adatta.

Senza slancio, riprese ad abusare della mosca legata al letto sotto di lui.

Ma ormai era stufo.

Svogliato, estrasse il suo enorme fallo di avorio borchiato dal corpo dell’animale con un interminabile sbuffo. La mosca, dietro la complessa maschera di cuoio nero, si era già accesa una sigaretta di sterco secco.

Accanto a loro - con un gesto di delusione - lo scarafaggio gigante spense la telecamera. "Puoi fare di meglio" disse a Robert; "nel film con i topi eri - non so come dire - più comunicativo". Lo sforzo fatto per dosare le parole e non offendere la sensibilità della mosca fu evidente.

Robert si alzò scuotendo la testa. "Non lo so . . . Non lo so, Janine tu sei fantastica

ma io . . . forse devo solo rifare la punta delle borchie . . . o forse . . . sono io che . . ."

Il peso di quella frase lasciata a metà gravava sulla stanza come un’enorme pietra di calcare bianco sospesa a mezz’aria.

Ormai quasi tutti gli occhi della mosca stavano fissando un altrove inesistente e lontanissimo. Di fronte a lei lo scarafaggio, con tre paia di mani intrecciate dietro la schiena, osservava silenzioso il pavimento.

Frammenti di moquette sotto i loro piedi.


HOME